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January 27 Il player con i codec Universali Bhe esiste...l'ho trovato e provato grazie ad un articolo..e ve lo consiglio ... ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Trovare i codec giusti per visualizzare film e video sul proprio personal computer non è sempre facile. E in ogni caso rappresenta un’operazione che molti utenti ritengono noiosa e che vorrebbero evitare o che non sono in grado di eseguire. Per venire incontro a questo tipo di esigenze esiste un media player gratuito e distribuito sotto la seconda versione della Gnu General Public License. Si tratta di MPlayer, capace di gestire una vasto insieme di formati multimediali e di eseguire i principali stream disponibili su Internet e di salvarli come file. Il software si assume in pratica il compito di trovare i codec necessari in maniera automatica. MPlayer gira su tutti i principali sistemi operativi, compresi Linux e i sistemi Unix-like. Esiste anche un applicazione front per MPlayer, ovvero un’interfaccia grafica con la quale l’utente può interagire direttamente. Si chiama SMPlayer e la sua principale caratteristica consiste nel fatto che il programma conserva un registro della configurazione di tutti gli archivi che vengono riprodotti. In altre parole, SMPlayer è capace di ricordare le opzioni indicate per ogni filmato, quali le dimensioni e la posizione della finestra e l’attivazione o meno di sottotitoli. Se l’utente stoppa la visione del video, quando la rilancia il filmato riprenderà dallo stesso punto in cui è stato interrotto e con gli stessi parametri di configurazione. SMPlayer, inoltre, consente all’utente di configurare i parametri inerenti la luce, il contrasto, la saturazione e la gamma dell’immagine, di riprodurre i video in diverse velocità e di applicare un set di filtri dedicati. Molto apprezzata dagli utenti che lo hanno già provato appare la possibilità di regolare il volume con lo scroll del mouse e di mandare avanti e indietro il video con le frecce della tastiera. Anche per SMPlayer esistono versioni da scaricare sia per sistemi Windows che Linux. Da segnalare, infine, che esiste anche una versione portabile per Windows. http://smplayer.sourceforge.net/downloads.php?tr_lang=en Fonte:webmasterpoint January 22 Multa a Tele2 limita il p2p TELE2 limita il peer to peer, ai propri utenti Adsl, senza nemmeno avvisarli, e per questo motivo è stata multata dall'Antitrust. È la prima volta che in Italia viene sanzionato un operatore per i filtri al peer to peer. C'è voluto un anno di istruttoria per arrivare a questo risultato. La denuncia è partita da Aduc, che ora esulta, ma a metà: "La multa è ridicola", "solo 60mila euro", scrive in una nota, dove però aggiunge anche che "la condanna è importante". La questione scalda da anni forum e blog della internet nostrana: sono in tanti a lamentarsi perché, dopo aver attivato un'Adsl con Tele2 attirati dai bassi prezzi, non riuscivano a fare il peer to peer durante una parte consistente della giornata. Soprattutto protestano perché con eMule i download sono lentissimi o addirittura a velocità tendente allo zero. Tele2 ha dichiarato più volte alla stampa di non bloccare il peer to peer, ma di limitarne la velocità durante le ore di maggior traffico. Secondo le proteste, però, questi limiti rendano di fatto il peer to peer impraticabile, per quanto va lento. Il punto, che ha fatto scattare la multa, è che Tele2 ha detto queste cose solo alla stampa. Non l'ha scritto in modo trasparente né sul sito né sul contratto, come ribadito dall'Antitrust nelle motivazioni della sentenza. Lo stesso vale per altri operatori, che limitano il peer to peer: solo pochi lo scrivono sul sito, come fa per esempio Ngi (per alcune offerte Adsl, quelle più economiche). In passato anche Wind ha dichiarato di limitare il peer to peer in certi casi, ma tuttora non lo scrive sul sito. Insomma, la questione è un buco nero nei rapporti tra utenti e operatori Adsl, e chissà se questa decisione dell'Antitrust almeno renderà più trasparenti le offerte. Significa anche, però, che ad oggi è lecito limitare il peer to peer, in Italia. Basta dichiararlo a chiare lettere. Negli Usa, invece, l'Authority tlc nazionale ha vietato di bloccare il peer to peer, perché è una pratica che va a toccare uno dei capisaldi di internet: la neutralità della rete. Quel principio secondo cui tutti i bit devono essere trattati in modo uguale dall'operatore, senza discriminare un servizio o un'applicazione. Gli operatori sono tentati di togliere benzina al peer to peer perché occupa tantissima banda: circa il 50 per cento del traffico internet, nel mondo, è costituito dal peer to peer (secondo uno studio di Cisco Systems). Per gli operatori è un danno economico, perché la banda costa: è una risorsa limitata. D'altro canto, gli utenti hanno almeno diritto- come ricorda l'Antitrust- a sapere se il servizio che comprano limita o no alcuni servizi e in quali circostanze. Questa multa spezza una lancia a favore di questo diritto, ma solo l'Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) potrebbe fissare le regole che meglio definiscano la questione. Al momento, però, non si è ancora pronunciata. Fonte:repubblica January 17 Il mio pc su Repubblica Pubblicato oggi... http://www.repubblica.it/2008/12/gallerie/tecnologie/desktop-11/1.html January 05 Facebook censura le mamme che allattano Ma lascia i siti dedicati a Reina..e mafiosi vari....ennessima cazzata della censura... ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Lo scorso ottobre Heather Farley, utente di Facebook, pubblicò una foto di sé stessa che allattava il figlio appena nato. L'immagine venne prontamente rimossa, e Heather Farley ne postò un'altra. Allora ricevette una nota da Facebook, che le intimava di rimuovere la fotografia pena la chiusura dell'account. Il problema, ha spiegato un portavoce del social network, è che nelle foto incriminate era visibile l'areola, e Facebook non vuole che i propri utenti ancora adolescenti siano turbati da immagini come quella: il problema non è l'oscenità dell'immagine, quanto la sicurezza di tutti gli utenti. Per tutta risposta la signora Farley ha creato un gruppo chiamato "Hey, Facebook, breastfeeding is not obscene!" ("Ehi, Facebook, l'allattamento non è osceno!") per lottare contro quella che considera una discriminazione del tutto arbitraria e che ha già raccolto più di 81.000 membri. Fonte:zeusnews |
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