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    November 18

    ZoneAlarm Pro gratis solo per oggi

    Il programma ha normalmente un costo piuttosto elevato, circa 40 € per un anno di licenza, però in occasione del 15° anniversario di Check Point, per 24 ore a partire dalle 14: 00 di Martedì 18 Novembre e fino alle 14: 00 di Mercoledì 19 Novembre è possibile ottenere una licenza gratuita valida per 1 anno.

    Per ottenere il vostro seriale promozionale dovete collegarvi a questa pagina

    Cliccare su Get Free Product

    e registrarvi nel form inserendo nome, cognome ed indirizzo e-mail (N.B. in questa pagina sarà possibile ricevere una licenza promozionale, previa registrazione, esclusivamente per 24 ore, dopodichè sarà ancora possibile raggiungerla, ma non verrà inviato alcune codice).

    Fonte:megalab



    November 11

    AVG evitatelo

    Mi vedo costretto a far una campagna contro AVG..dei falsi positivi installati  con l'aggiornameto di domenica 10 novembre...

    Il giorno nero di AVG antivirus


    Mi ha creato problemi.... io stupido a credere all'antivirus... (e' gratis quindi la fregatura c'e')...all'avio mi trova invaso dai trojan....voi che avreste fatto? Be bazzicando siti ...magari e' successo..OK rimuovi..peccato che erano files di sistema perfettamente OK.

    L'update riconosce erroneamente come infetti due file di sistema di Windows, user32.dll e winsrv.dll, e di conseguenza propone all'utente di "curarli" o di metterli in quarantena. In entrambi i casi il risultato è che, alla prima riaccensione del sistema, Windows si blocca in fase di caricamento con un messaggio di errore.

    Ergo... formattazione
    November 06

    Zone Alarm Pro

    Eccovi la nuova interfaccia di Zone Alarm...la versione professional...
    November 04

    Virus che si installa di nascosto (MBR) sul PC

    Si insedia nel MBR (Master Boot Record) del disco fisso in maniera tale che riesca ad autoavviarsi ogni volta che si accende il computer prima del caricamento del sistema operativo. E in questo modo riesce a nascondersi alle attività di scansione operate dai vari software antivirus e antimalware. Questa la modalità operativa del Sinowal Trojan, noto anche come Mebroot, che dal 2006 è riuscito a raccogliere oltre 270 mila dati di accesso ad account di servizi bancari e circa 240 mila numeri di carte di credito e debit card. Lo afferma una ricerca della RSA, la divisione di EMC specializzata in sicurezza. Sembra che il malware sia riuscito a procurare problemi anche in Italia, anche se nel report di RSA non c’è traccia degli istituti di credito coinvolti.

    Il meccanismo utilizzato da Mebroot è ben spiegato sulle pagine di Punto Informatico. Innanzitutto il Sinowal Trojan ha bisogno di sfruttare le vulnerabilità presenti nei browser e nei diversi componenti della multimedialità sul web. Siccome falle in tal senso non mancano, i creatori del malware sono riusciti a penetrare su migliaia di computer, i cui sistemi di sicurezza, come abbiamo detto sopra, non sono in grado di individuare Mebroot. Questo, infatti, si insedia nel Master Boot Record e non modifica né i file né i settori della partizione su cui il sistema operativo risiede, mentre al contempo inizia a copiare il proprio codice e a inserirlo in settori e tracce non utilizzati dal disco. E dopo aver modificato le routine di basso livello di Windows, il malware diventa totalmente invisibile e può operare indisturbato.

    La RSA ha scritto di aver contattato tutte le istituzioni finanziarie colpite dal malware, al fine di iniziare a collaborare per debellare il problema che, ricordiamo, è in giro da oltre due anni e ancora non ha trovato una soluzione.

    Fonte:webmasterpoint
    November 02

    Copiare la chiave con una foto

    Non molti, probabilmente, considerano le chiavi di casa (o dell'ufficio, o dell'auto) come "dati sensibili". Secondo il professor Stefan Savage, dell'Università di San Diego, dovremmo invece farlo tutti.

    Il professor Savage ha infatti guidato un gruppo di studenti che con MatLab ha realizzato un programma, chiamato Sneakey, in grado di ottenere tutte le informazioni necessarie per duplicare una chiave partendo da una foto di quest'ultima.

    Le creste e le valli di ogni chiave, infatti, rappresentano in fondo un codice numerico; ottenuto tale codice, anche solo analizzando una fotografia, si può ricreare una copia della chiave che permette di sbloccare quella specifica serratura.

    Non serve nemmeno una risoluzione elevata, un'angolazione particolare o una ripresa da una distanza ravvicinata: gli esperimenti hanno dimostrato che, usando un teleobiettivo, si può ottenere una foto perfettamente adeguata anche stando a 200 piedi (circa 71 metri) di distanza.

    Il programma non è stato ancora reso noto, ma Savage sostiene che non sarebbe particolarmente complicato scriverne uno analogo per chiunque possieda una conoscenza basilare di MatLab. La parte più difficile è stata far sì che Sneakey fosse in grado di "digerire" fotografie prese dalle più diverse angolazioni e distanze.Il vero problema - ha spiegato il professore - è che in Rete, su siti come Flickr, si trovano dozzine di immagini di chiavi. Mentre la gente pensa a oscurare i numeri della carta di credito, non ritiene necessario fare lo stesso con le chiavi.

    Inoltre, la diffusione delle fotocamere nei cellulari implica che chiunque, potenzialmente, potrebbe "rubarci" un'immagine delle chiavi di casa e poi duplicarla con comodo senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

    Per questo Savage consiglia l'adozione di chiavi dotate di chip Rfid come quelle fornite in dotazione con alcuni modelli di automobile: come una copia priva di chip non è in grado di avviare la macchina, così l'equivalente per la casa non potrebbe aprire la porta d'ingresso.

    Fonte:zeusnews