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July 01 Il nuovo pacchetto sicurezza A breve credo che il blog sarà definitivamente chiuso.... È passato l'emendamento D'Alia. L 'attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l 'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il n. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere. In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile. È ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. È in gioco davvero la democrazia!!! May 30 Invisibili in rete Bhe ..c'e' sempre chi spia..un po' di sana paranoia nn fa male http://geekfiles.tv/come-rendersi-invisibili-in-rete/ May 26 Ingrandire l'immagine del profilo su facebook Mentre state cercando un vostro vecchio amico con lo strumento di ricerca di Facebook, potrebbero apparirvi tanti contatti con lo stesso nome. Non essendo "amici", potete visualizzare soltanto l'immagine di contatto in miniatura, che non sempre riesce a farvi capire se quella è realmente la persona che state cercando. Per fortuna, esiste un metodo semplice che vi permette di ingrandire le dimensioni dell'immagine del profilo, consentendovi così di capire se la vostra ricerca è andata a buon fine. Dopo aver digitato il nome della persona che state cercando, vi appare un elenco con diversi profili omonimi. Per verificare quale sia la persona giusta, cliccate con il tasto destro del mouse sull'immagine del profilo e premete "Proprietà". Ora, copiate l'URL dell'immagine e incollatela nella barra degli indirizzi del vostro browser. Prima di caricare la pagina, dovete sostituire la lettera s (oppure qualsiasi che si trovi al posto della s) con la n all'interno dell'URL. Per esempio, http://profile.ak.facebook.com/v226/857/98/s1607209475_11.jpg diventerà http://profile.ak.facebook.com/v226/857/98/n1607209475_11.jpg. In questo modo, dopo avere dato l'Invio, visualizzerete l'immagine del profilo ingrandita e riuscirete a capire se avete trovato la persona che stavate cercando. FAte i Bravi :D April 15 Firefox: scaricare l'audio dei video direttamente da YouTube Molti sono i software che consentono di scaricare la musica da YouTube, eseguendo dei processi di trasformazione del tutto ignoti all'utente. Sicuramente, alcuni funzionano al meglio ma altri non sanno nemmeno da che parte cominciare in quanto generano dei file audio che possono essere corrotti o che hanno i metadati mal impostati (si pensi ad un file audio che secondo il riproduttore multimediale dura molti minuti quando non ne dura più di quattro o ad un file che dura molto meno del previsto, e così via). In questi giorni c'e' un'estensione per Mozilla Firefox, al momento sperimentale, che consente di scaricare direttamente l'audio dei video di YouTube, tramite un'interfaccia web-based. Vediamo come intergrarla nel nostro browser, in quanto si è dimostrata davvero ottima. Come sopra, l'estensione è ad uno stadio di sviluppo sperimentale, quindi una volta raggiunto https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/11047 è necessario eseguire il login. Una volta fatto, è necessario tornare sulla pagina manualmente e noteremo che il pulsante è abilitato. Clicchiamo quindi su Aggiungi a Firefox. Successivamente, apparirà una finestra che ci chiede se vogliamo effettivamente installare l'estensione. Confermiamo la nostra volontà premendo su Installa adesso. Una volta riavviato, l'estensione è operativa. Raggiungiamo un inidrizzo qualunque di YouTube e notiamo che è apparsa una nuova voce. Come vedete, si chiama Convert & Download as MP3 e si trova sotto alla casella di testo contentente il codice embed del video. Cliccando lì con il mouse, il sito che verrà aperto sarà http://youtube2mp3.wmn.eu/?v= seguito da una querystring che costituisce l'ID del nostro video su YouTube. SaveYoutubeAudio5.png Da qui in poi il lavoro verrà svolto da una web-application che sfrutta le potenzialità di AJAX. ...e si aprirà la finestra per salvare il file. http://www.megalab.it/3969/firefox-scaricare-l-audio-dei-video-direttamente-da-youtube Contro gli operatori telefonici molestiDal prossimo 19 aprile Telecom Italia si adeguerà a quanto stabilito da una norma dell'Authority per le Comunicazioni, aprendo tre nuovi canali (sia per il mobile ma, soprattutto, per il fisso) che permetteranno ai clienti di segnalare chiamate indesiderate, moleste o aggressive da loro ricevute. Potranno essere segnalate sia le chiamate da parte di operatori Telecom - inclusi i partner della rete indiretta - sia quelle da parte di altri operatori. I tre nuovi canali sono il numero verde 800.732.999, i due numeri di fax 803.308.386 e 803.308.388, e i due siti web 187.it e 191.it (form dalla sezione Info consumatori). I clienti che segnaleranno tali tipologie di contatto saranno invitati a fornire informazioni sulla data e l'ora della conversazione telefonica nonché il gestore telefonico (o eventualmente il suo agente incaricato, in assenza dell'informazione sul gestore) che ha effettuato la chiamata. Fonte:zeusnews March 21 Gmail aggiunge il tasto "Annulla" Dai quiz matematici che costringono a pensare se sia davvero il caso in inviare quell'e-mail così aggressiva al popup che appare quando si dimentica un allegato, Google è impegnatissima ad aggiungere a Gmail funzionalità che evitino agli utenti di compiere atti di cui potrebbero pentirsi. Ora è la volta della funzionalità Undo, che permette di annullare l'invio di una mail dopo aver già premuto il tasto Invia. In questo modo c'è ancora tempo per i ripensamenti dell'ultimo minuto, anzi, dell'ultimo secondo: per fermare un'e-mail già spedita occorre agire entro 5 secondi. Keith Coleman, product manager di Google, spiega il perché di un lasso di tempo così breve: bisognava trovare un compromesso tra la possibilità di revocare un messaggio inviato e la necessità di non introdurre ritardi nella comunicazione. Fonte:zeusnews March 14 La Bbc acquista una botnet Forse questa volta la Bbc si è spinta un po' troppo in là: per mostrare quanto siano pericolose le reti di computer nelle mani dei criminali informatici e quanta gente cada nelle trappole tese da questi individui, ha acquistato una botnet e l'ha utilizzata per fare ciò per cui era stata progettata: diffondere spam. Quasi 22.000 computer sono entrati a far parte della rete (ora disabilitata) gestita dall'emittente radiotelevisiva inglese e sono stati usati per inviare migliaia di messaggi-spazzatura ad account Gmail e Hotmail appositamente creati. Non ancora soddisfatta, la Bbc ha poi portato un attacco di tipo Ddos a un sito di test della società che si occupa di sicurezza Prevx. Fatto ciò, ha lasciato un messaggio su ognuno dei computer usati, avvisando i loro utenti dell'infezione e spiegando come fare per mettersi al riparo da situazioni analoghe. Nonostante le rassicurazioni ("il programma non ha avuto accesso ad alcuna informazione personale contenuta nei Pc infetti; se la prova fosse stata fatta con intento criminale avrebbe violato la legge"), alcuni avvocati esperti di tecnologia sono convinti che la Bbc abbia comunque violato la legge, in particolare il Computer Misuse Act. "Non ha importanza il fatto che le e-mail siano state inviate ad account di proprietà della Bbc stessa e l'intento criminale non è necessario per ravvisare il reato di accesso non autorizzato a un computer" dice Struan Robertson, di Outlaw.com. Difficilmente la Bbc sarà denunciata: dopotutto non ha fatto del male a nessuno; inoltre, l'emittente assicura di essersi consultata con i propri avvocati prima di approvare questo programma. Fonte:zeusnews March 13 Siti web, blog e forum non sono stampa per la Cassazione Con sentenza 10535, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto un ricorso presentato dall’ADUC contro il sequestro di alcuni messaggi del forum di discussione «Di’ la tua» presente nel sito Internet dell’associazione. La vicenda legale era iniziata nel novembre del 2006, quando la Procura della Repubblica di Catania aveva disposto il sequestro del forum dell’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, in seguito a una denuncia presentata da Mater Onlus, l’associazione coordinata da don Fortunato Di Noto, che si era appellata all’articolo 403 del Codice Penale, ovvero al reato di offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone. Il forum aveva ospitato numerosi commenti su alcuni fatti di cronaca relativi a vicende di pedofilia che vedevano protagonisti alcuni sacerdoti. La durezza di alcuni commenti aveva suscitato la reazione di Mater Onlus. Il sequestro del forum era stato poi giudicato illegittimo dal Tribunale del riesame di Catania, tranne che per 9 interventi di 3 utenti contro i quali il pubblico ministero aveva ritenuto di dover procedere per vilipendio. ADUC aveva presentato ricorso in Cassazione, che ora ha confermato la legittimità del sequestro, perché i forum, sostiene la Suprema Corte, sono una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che la Costituzione riserva solo alla stampa. Secondo alcuni esperti, la sentenza della Cassazione non è una brutta notizia, come invece sostengono dall’ADUC, che ha già annunciato il ricorso alla Corte europea. Fulvio Sarzana di S. Ippolito, per esempio, ha dichiarato a Repubblica.it che la sentenza chiarisce finalmente che non vi sia obbligo di controllo su quanto pubblicato dai commentatori su un blog e che la responsabilità, di conseguenza, è solo dell’autore del commento. D’accordo anche Andrea Monti, altro esperto di diritto dell’informatica, che però sottolinea alcune applicazioni abnormi della legge, come il sequestro di interi siti per la presenza, magari, di un solo messaggio incriminato. La sentenza della Cassazione sarà probabilmente richiamata quando verranno esaminati i disegni di legge presentati da alcuni parlamentari, come quello dell’onorevole Gabriella Carlucci, che vuole estendere le norme sulla stampa ai siti e ai portali in caso di diffamazione. Fonte:webmasterpoint February 17 Falla nel sito di BitDefender Non c'è pace per le aziende che si occupano di sicurezza. Prima è stato attaccato il sito di Kaspersky, poi quello di BitDefender e quello di F-Secure. Infine, BitDefender è stato preso di mira nuovamente. Questa volta non si tratta di un vero e proprio attacco ma della scoperta di una vulnerabilità da parte di Unu, l'hacker rumeno che già aveva tentato senza successo di contattare Kaspersky. Non riuscendo a trovare un indirizzo e-mail di BitDefender cui fare riferimento, Unu ha pubblicato la propria scoperta su HackersBlog, sapendo che il webmaster del sito della società lo consulta. Un portavoce di BitDefender ha poi confermato la presenza della falla, che è stata chiusa nella giornata di domenica 15 febbraio e rassicurato gli utenti: nessuna informazione personale è stata resa pubblica. Fonte:zeusnews Su Facebook e' per sempre? Sapevo che sarebbe saltata fuori una fregatura prima o poi...ho fatto bene a non iscrivermi... --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Facebook ha modificato recentemente le Condizioni d'uso che gli utenti devono accettare al momento di creare l'account, arrogandosi in pratica il diritto di disporre a piacimento di tutti i contenuti (testi, immagini, filmati) inseriti dagli utenti, anche qualora questi decidano di cancellarsi definitivamente dal social network. Chi si iscrive concede a Facebook il diritto "perpetuo, irrevocabile, non esclusivo, trasferibile" di usare in qualsiasi modo ("copiare, pubblicare, diffondere, conservare, rendere pubblico, trasmettere, modificare" e la lista è ancora lunga) le immagini, i testi e quant'altro possa essere catalogato sotto la dicitura "User Content", ossia praticamente qualunque cosa. Non solo: Facebook può anche concedere i contenuti in sub-licenza. "Pazienza" - qualcuno potrebbe dire - "ci si può sempre cancellare". È vero, ma i contenuti potrebbero non scomparire insieme all'account. Nella versione originale delle Condizioni d'uso c'erano un paio di righe che tutelavano certi diritti degli utenti: "Potete rimuovere i vostri Contenuti Utente dal Sito in qualunque momento." - si poteva leggere - "Se scegliete di rimuovere i vostri Contenuti Utente, la licenza concessa scadrà automaticamente, ma riconoscete alla Compagnia il diritto di conservare delle copie archiviate dei vostri Contenuti Utente". Ora queste righe sono scomparse, la licenza non scade più e "The Company" non ha più bisogno di archiviare alcunché, dato che può fare quello che vuole con le informazioni immesse, che non saranno mai soggette all'oblio. Per essere ancora più chiari, una lunga lista, rubricata sotto la voce "Termination and Changes to the Facebook Service", elenca tutto ciò che non svanisce con la chiusura dell'account e comprende pressoché qualunque attività un utente compia tramite Facebook. In pratica i nuovi iscritti si consegnano completamente al social network che va tanto di moda e così fanno anche quelli vecchi, che a suo tempo avevano accettato le Condizioni originali. Da sempre, infatti, le Condizioni d'uso prevedono una clausola che ne consente la modifica da parte della società senza la necessità di avvisare gli iscritti. Anzi, "Continuare a usare il Servizio Facebook dopo tali cambiamenti costituisce l'accettazione delle nuove Condizioni". Esiste in realtà una possibilità per mantenere il controllo sulle informazioni immesse e sta nell'essere estremamente restrittivi per quanto riguarda le impostazioni sulla privacy. Le Condizioni esplicitano infatti che l'unico limite che Facebook si autoimpone riguarda proprio quelle impostazioni: prima di cancellarsi, quindi, sarà utile regolarle. Dopo essere usciti dal social network tutto sarà di "proprietà" di Facebook. Fonte:zeusnews February 10 Accessi Che dire..quasi ci siamo... Totale pagine visualizzate:
19065... un grazie a tutti... Cerco di tenervi informati compatibilmente con quello che riesco..molti vengono da alcuni blog che ho frequentato, alcuni ancora li frequento..una grande mano me la da google..indicizzando argomenti che tratto. Continuate a passare a trovarmi..non puo' che farmi piacere..e non ci ricavo soldi..solo il piacere di una visita da amici. Stealther Visitare un sito web equivale a lasciarvi tutta una serie di informazioni (browser usato, sistema operativo...), dati che magari non vogliamo rimangano su quel sito. Anche nel nostro computer possiamo trovare numerose tracce: dai cookie alla cache, dalla cronologia a quanto digitato nei form. Al di là delle informazioni che rimangono a seguito della visita di un sito, potremmo anche semplicemente volere che, una volta visitato un sito, non rimangano residui della nostra visita. Google Chrome integra già dalle sue prime versioni una modalità che non salva, se non per la sessione corrente, i dati di navigazione. Mozilla ha promesso questa funzione per Firefox 3.1. Grazie a Stealther (https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/1306) possiamo avere già da subito la cosidetta porn mode su Firefox 3.0. Potremo così evitare di salvare sul computer locale cronologia, cache, cookie, cronologia file scaricati, schede chiuse di recente, informazioni digitate nei form; mentre eviteremo di inviare ai siti visitati la versione del browser e quella del sistema operativo. Dopo aver scaricato e installato l'estensione, provvediamo a riavviare il browser. Fonte: megalab January 27 Il player con i codec Universali Bhe esiste...l'ho trovato e provato grazie ad un articolo..e ve lo consiglio ... ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Trovare i codec giusti per visualizzare film e video sul proprio personal computer non è sempre facile. E in ogni caso rappresenta un’operazione che molti utenti ritengono noiosa e che vorrebbero evitare o che non sono in grado di eseguire. Per venire incontro a questo tipo di esigenze esiste un media player gratuito e distribuito sotto la seconda versione della Gnu General Public License. Si tratta di MPlayer, capace di gestire una vasto insieme di formati multimediali e di eseguire i principali stream disponibili su Internet e di salvarli come file. Il software si assume in pratica il compito di trovare i codec necessari in maniera automatica. MPlayer gira su tutti i principali sistemi operativi, compresi Linux e i sistemi Unix-like. Esiste anche un applicazione front per MPlayer, ovvero un’interfaccia grafica con la quale l’utente può interagire direttamente. Si chiama SMPlayer e la sua principale caratteristica consiste nel fatto che il programma conserva un registro della configurazione di tutti gli archivi che vengono riprodotti. In altre parole, SMPlayer è capace di ricordare le opzioni indicate per ogni filmato, quali le dimensioni e la posizione della finestra e l’attivazione o meno di sottotitoli. Se l’utente stoppa la visione del video, quando la rilancia il filmato riprenderà dallo stesso punto in cui è stato interrotto e con gli stessi parametri di configurazione. SMPlayer, inoltre, consente all’utente di configurare i parametri inerenti la luce, il contrasto, la saturazione e la gamma dell’immagine, di riprodurre i video in diverse velocità e di applicare un set di filtri dedicati. Molto apprezzata dagli utenti che lo hanno già provato appare la possibilità di regolare il volume con lo scroll del mouse e di mandare avanti e indietro il video con le frecce della tastiera. Anche per SMPlayer esistono versioni da scaricare sia per sistemi Windows che Linux. Da segnalare, infine, che esiste anche una versione portabile per Windows. http://smplayer.sourceforge.net/downloads.php?tr_lang=en Fonte:webmasterpoint January 22 Multa a Tele2 limita il p2p TELE2 limita il peer to peer, ai propri utenti Adsl, senza nemmeno avvisarli, e per questo motivo è stata multata dall'Antitrust. È la prima volta che in Italia viene sanzionato un operatore per i filtri al peer to peer. C'è voluto un anno di istruttoria per arrivare a questo risultato. La denuncia è partita da Aduc, che ora esulta, ma a metà: "La multa è ridicola", "solo 60mila euro", scrive in una nota, dove però aggiunge anche che "la condanna è importante". La questione scalda da anni forum e blog della internet nostrana: sono in tanti a lamentarsi perché, dopo aver attivato un'Adsl con Tele2 attirati dai bassi prezzi, non riuscivano a fare il peer to peer durante una parte consistente della giornata. Soprattutto protestano perché con eMule i download sono lentissimi o addirittura a velocità tendente allo zero. Tele2 ha dichiarato più volte alla stampa di non bloccare il peer to peer, ma di limitarne la velocità durante le ore di maggior traffico. Secondo le proteste, però, questi limiti rendano di fatto il peer to peer impraticabile, per quanto va lento. Il punto, che ha fatto scattare la multa, è che Tele2 ha detto queste cose solo alla stampa. Non l'ha scritto in modo trasparente né sul sito né sul contratto, come ribadito dall'Antitrust nelle motivazioni della sentenza. Lo stesso vale per altri operatori, che limitano il peer to peer: solo pochi lo scrivono sul sito, come fa per esempio Ngi (per alcune offerte Adsl, quelle più economiche). In passato anche Wind ha dichiarato di limitare il peer to peer in certi casi, ma tuttora non lo scrive sul sito. Insomma, la questione è un buco nero nei rapporti tra utenti e operatori Adsl, e chissà se questa decisione dell'Antitrust almeno renderà più trasparenti le offerte. Significa anche, però, che ad oggi è lecito limitare il peer to peer, in Italia. Basta dichiararlo a chiare lettere. Negli Usa, invece, l'Authority tlc nazionale ha vietato di bloccare il peer to peer, perché è una pratica che va a toccare uno dei capisaldi di internet: la neutralità della rete. Quel principio secondo cui tutti i bit devono essere trattati in modo uguale dall'operatore, senza discriminare un servizio o un'applicazione. Gli operatori sono tentati di togliere benzina al peer to peer perché occupa tantissima banda: circa il 50 per cento del traffico internet, nel mondo, è costituito dal peer to peer (secondo uno studio di Cisco Systems). Per gli operatori è un danno economico, perché la banda costa: è una risorsa limitata. D'altro canto, gli utenti hanno almeno diritto- come ricorda l'Antitrust- a sapere se il servizio che comprano limita o no alcuni servizi e in quali circostanze. Questa multa spezza una lancia a favore di questo diritto, ma solo l'Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) potrebbe fissare le regole che meglio definiscano la questione. Al momento, però, non si è ancora pronunciata. Fonte:repubblica January 17 Il mio pc su Repubblica Pubblicato oggi... http://www.repubblica.it/2008/12/gallerie/tecnologie/desktop-11/1.html January 05 Facebook censura le mamme che allattano Ma lascia i siti dedicati a Reina..e mafiosi vari....ennessima cazzata della censura... ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Lo scorso ottobre Heather Farley, utente di Facebook, pubblicò una foto di sé stessa che allattava il figlio appena nato. L'immagine venne prontamente rimossa, e Heather Farley ne postò un'altra. Allora ricevette una nota da Facebook, che le intimava di rimuovere la fotografia pena la chiusura dell'account. Il problema, ha spiegato un portavoce del social network, è che nelle foto incriminate era visibile l'areola, e Facebook non vuole che i propri utenti ancora adolescenti siano turbati da immagini come quella: il problema non è l'oscenità dell'immagine, quanto la sicurezza di tutti gli utenti. Per tutta risposta la signora Farley ha creato un gruppo chiamato "Hey, Facebook, breastfeeding is not obscene!" ("Ehi, Facebook, l'allattamento non è osceno!") per lottare contro quella che considera una discriminazione del tutto arbitraria e che ha già raccolto più di 81.000 membri. Fonte:zeusnews December 27 Windows XP non morirà a gennaio Ogni anno che passa l'"età pensionabile" di Windows XP si sposta un poco più avanti, tanto che alla nascita del suo nipotino, Windows 7, l'ormai attempato sistema operativo di Microsoft sarà probabilmente ancora in attività. Se è vero che XP è già stato ritirato dai canali di vendita al dettaglio, la sua disponibilità sul mercato OEM sembra ormai assicurata fin quasi alla metà del 2009 (senza contare il segmento netbook, dove sopravvivrà almeno fino al 2010). L'ultimo "decreto salva XP" di Microsoft è stato varato nei giorni scorsi, ed è pensato per agevolare i grossi distributori di software. Come noto, Microsoft ha fissato al 31 gennaio 2009 la scadenza per la vendita di XP agli OEM, i produttori e gli assemblatori di PC. Se in precedenza i distributori che volevano continuare a vendere XP oltre tale data avrebbero dovuto fare preventiva scorta di licenze, con il nuovo flexible inventory program appena annunciato da Microsoft i distributori possono presentare i loro ordinativi (senza limiti di quantità) entro il 31 gennaio, ed hanno tempo fino al 30 maggio per richiederne l'effettiva consegna. In questo modo i distributori non sono costretti a caricare da subito i propri magazzini con le licenze di XP (con conseguente immobilizzo di capitale), ma possono pianificare gli approvvigionamenti sulla base degli effettivi trend di vendita. Questa iniziativa, applaudita da molti soggetti dell'industria, dovrebbe contribuire ad estendere la vita di XP sul mercato OEM, e renderlo disponibile per almeno altri sei mesi. Come si è detto, le licenze destinate ai computer ultraportatili e a basso costo, come i netbook e i nettop, rimarranno invece sul mercato fino al 2010: una decisione dettata dalla necessità di fornire agli OEM un sistema operativo "leggero" in attesa del debutto di Windows 7 che, a differenza di Vista, può meglio adattarsi ai sistemi con scarse risorse hardware. Fonte:punto-informatico December 17 Patch per Internet Explorer Un post di Feliciano Intini, Chief Security Advisor di Microsoft Italia, svela i retroscena che hanno portato allo sviluppo della patch che sarà rilasciata tra poche ore, alle 19.00 secondo il nostro fuso orario (gia' scaricata ed installata anche se uso firefox) ndr mia Intini sottolinea il record di velocità stabilito "rispetto ad un intero ciclo di investigazione, realizzazione patch, test e rilascio al pubblico": in soli 8 giorni l'aggiornamento è stato realizzato e preparato al debutto. I tempi standard di Microsoft sono un po' più lunghi. Normalmente occorrono 24,22 giorni che - sempre secondo il Csa della filiale italiana - rappresentano un gran bel risultato: l'azienda più veloce dopo Redmond impiega ben 72 giorni per rilasciare una patch. Il miracolo compiuto da Microsoft si spiega con la gravità del bug in questione dovuta alla vasta diffusione degli attacchi e, sebbene per ora l'unico bersaglio sia Internet Explorer 7, potenzialmente tutte le versioni sono a rischio. Fonte:zeusnews |
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